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21 Ottobre 2017
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Proverbi toscani

A chi piace il bere, parla sempre di vino.

A corpo guasto, non è buono alcun pasto.

A mezzo gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio.

A mezzo gennaio, metti l´operaio.

A San Martino la sementa del poverino.

Al contadino non lo far sapere quanto l´è bono il cacio colle pere.

Al piccione ingordo gli scoppiò il gozzo.

Anco il cane col dimenar la coda si guadagna le spese.

Aria rossa o piscia o soffia.

Cencio dice male di straccio.

Chi a molti dà terrore, di molti abbia timore.

Chi campò sperando, morì caando.

Chi ha buona cantina in casa non va per vino all´osteria.

Chi ha tutto il suo in un loco, l´ha nel foco.

Chi in corte è destinato, se non muor santo, muor disperato.

Chi non piscia in compagnia gliè un ladro o una spia.

Chi porta la su´ moglie a ogni festa, e fa bere il su´ cavallo a ogni fontana, in capo
all´anno il cavallo avrà bolso e la moglie p***ana.

Chi si loda s´imbroda.

Chi t´accarezza più di quel che suole, o t´ha ingannato o ingannar ti vuole.

Chi troppo ride ha natura di matto; e chi non ride è di razza di gatto.

Chi va con lo zoppo arriva prima.

Chi vuol vivere e star bene, pigli il mondo come viene.

Chi vuole un bell´agliaio lo semini di gennaio, chi proprio se ne intende lo semini di
dicembre.

Contadino scarpe grosse e cervello fino.

Contro il culo e la corrente non c´è forza competente.

Da Montelupo si vede Capraia: Dio li fa e poi li appaia.

Dicchè ci s´ha un manca nulla.

E un friggo mia con l´acqua, io.

Finché la bocca prende e il culo rende... in tasca alle medicine e a chi le vende.

Il gran signor non ode, se non adulazion, menzogna e frode.

Il medico pietoso porta piaga puzzolente.

La mamma degli storti è sempre incinta.

Marzo chi u´na scarpe, vada scarzo.

Meglio aver paura che buscarne.

Meglio perdillo che tro´allo.

Meglio padron d´una castagna che garzon d´una montagna.

Meglio un ovo oggi che ´na gallina domani.

Ogni volta che uno ride, leva un chiodo alla bara.

Per forza non si fa nemmen l´aceto.

Per i´ malato c´è la china ma pè i´ bischero un c´è medicina.

Poggio e bua fan pari.

Quando canta il Cucco v´è da far per tutto; o cantare o non cantare, per tutto c´è da fare.

Quando canta il Firinguello, buono o cattivo, tienti a quello.

Quando canta il Ghirlindò, chi ha cattivo padron mutar lo può.

Quando canta il Merlo, chi ha padron si attenga a quello.

Quando canta l´Assiolo, contadin semina il fagiolo.

Quando il culo è avvezzo al peto un c´è verso avello cheto.

Se tu fossi alto quanto tu sei bischero, tu berresti alle grondaie.

Senza lilleri non si lallera.

Te voi la botte piena e la moglie briaa.

Tutte le mattine s´alzano un furbo e un bischero: se s´incontrano l´affare è fatto.

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